| 30 Maggio 2026 11:01 |

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(Adnkronos) – Il filosofo, antropologo e sociologo francese Edgar Morin, iniziatore del “pensiero complesso”, famoso per l’approccio transdisciplinare con il quale ha trattato un’ampia gamma di argomenti, tra cui l’epistemologia, è morto alla vigilia dei suoi 105 anni a Parigi. L’illustre intellettuale, uno degli ultimi giganti della cultura contemporanea, è stato presidente dell’Associazione per il Pensiero Complesso, con sede a Parigi, e presidente dell’Agenzia europea per la Cultura ed era professore onorario dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales, dove dal 1977 è stato direttore di studi.

Nato a Parigi l’8 giugno 1921 in una famiglia ebrea sefardita, originaria di Livorno, come Edgar Nahoum, ha partecipato dal 1941 alla Resistenza assumendo il cognome della sua futura moglie: Morin. Aderente al Partito comunista francese, venne espulso nel 1951 dopo quasi dieci anni di militanza, in seguito alla pubblicazione di un articolo sui processi stalinisti. Morin ha raccontato la vicenda nel libro “Autocritica. Una domanda sul comunismo” (Il Mulino, 1962). Laureato in lettere e diritto all’università di Tolosa, nel 1945 Morin divenne capo dell’ufficio della propaganda presso il governo militare francese in Germania. Tornato a Parigi nel 1947, fu redattore capo di un quotidiano locale e nel 1950 entrò al Cnrs di Parigi (Centre national de la recherche scientifique), dove ha condotto e diretto per oltre trent’anni studi e ricerche sul divismo, i giovani e la cultura di massa