ROMA, 30 MAG - "Una delle sfide più urgenti e decisive del nostro tempo: il rapporto tra istruzione, salute mentale e tecnologie digitali". Lo ha detto il Papa nell'udienza ai partecipanti al convegno sulla salute mentale dei giovani che si è tenuto in Vaticano. "L'educazione è oggi chiamata a riscoprirsi in questo modo: non come costruzione di individualismi isolati, né come mera trasmissione di competenze, ma come arte di tessere la comunione", ha aggiunto Papa Leone sottolinendo che "una delle più grandi forme di povertà del nostro tempo: la perdita delle costellazioni interiori. Molti giovani possiedono strumenti tecnologici sempre più sofisticati, eppure faticano a trovare un senso alla vita, alla speranza, all'amore e persino alla sofferenza. Dietro tante difficoltà, solitudine e vulnerabilità psicologiche, spesso si cela una domanda silenziosa: 'La mia vita ha un senso? C'è una speranza concreta per il futuro?'". "Siamo un desiderio, non un algoritmo", ha detto ancora il Pontefice rilanciando le parole della sua lettera apostolica sull'educazione "Progettare nuove mappe di speranza". "Quando gli esseri umani vengono ridotti a mera performance, consumo o statistica, inevitabilmente ne consegue una profonda sofferenza interiore. Molti giovani oggi vivono sotto il giogo delle aspettative e della ricerca della performance, immersi in una competitività esasperata che genera ansia, paura di non essere all'altezza e disorientamento".