Sessant’anni dopo il debutto della leggendaria 275 GTB4, Ferrari ha riportato simbolicamente a casa uno dei modelli più iconici della sua storia. Trentatré esemplari di Ferrari 275, arrivati da tutto il mondo, hanno infatti attraversato l’Italia in occasione del Legacy Tour 2026, che si è concluso a Maranello con una sfilata celebrativa tra le strade e i luoghi simbolo del Cavallino Rampante. L’evento ha unito memoria, meccanica e passione, riportando sotto i riflettori una vettura che segnò una svolta tecnica ed estetica nella storia delle granturismo Ferrari. La storia della 275 GTB4 Presentata nel 1964 come erede della 250 GT Lusso, la Ferrari 275 GTB rappresentò infatti un punto di rottura rispetto al passato. Disegnata da Aldo Brovarone per Pininfarina, con carrozzeria realizzata da Scaglietti, la berlinetta colpiva per le proporzioni perfette: cofano lunghissimo, coda tronca, passaruota posteriori muscolosi e linee tese che ancora oggi ne fanno una delle Ferrari più eleganti di sempre. Sotto il cofano batteva il celebre V12 Colombo da 3,3 litri, capace nella versione originale di erogare fino a 280 cavalli. Ma la vera rivoluzione era tecnica: la 275 fu la prima Ferrari stradale ad adottare sospensioni posteriori indipendenti e schema transaxle con cambio al retrotreno, soluzione che migliorava sensibilmente equilibrio e comportamento dinamico. Nel 1966 arrivò poi la consacrazione definitiva con la 275 GTB4, svelata al Salone di Parigi. Grazie ai quattro alberi a camme in testa derivati dalle sportive prototipo Ferrari, il V12 raggiungeva i 300 cavalli, trasformando la GTB4 in una delle granturismo più desiderate e sofisticate della sua epoca.