A Budapest, alle sei del pomeriggio, Qatar-Usa è la vera sfida, PSg-Arsenal vengono dopo

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Per capire davvero che cosa significhi questa finale di champions, è opportuno andare oltre le formazioni, i due allenatori spagnoli, i protagonisti in campo, in testa a tutti il Pallone d'oro Dembelé. No, meglio è soffermarsi sulla potenza di fuoco che sta dietro le due squadre, il clamoroso patrimonio finanziario che sorregge e spiega il calcio oltre i nostri confini. Se il mondo del qatariota Nasser Al-Khelaifi, padrone del Paris St. Germain, è noto a tutti, con un patrimonio stimato da Forbes intorno agli 8 miliardi di dollari, l'azionista proprietario dell'Arsenal è una figura tutta da scoprire. Stan Kroenke è un americano del Missouri, è uno dei più grandi immobiliaristi degli Stati Uniti, il suo patrimonio ammonta a 22 miliardi, Kroenke è a capo dei Los Angeles Rams, due volte vincitori del Super Bowl, dei Denver Nuggets di pallacanestro e dei Colorado Avalanche, hockey su ghiaccio (club intestati, per motivi regolamentari alla moglie Ann Walton, patrimonio di 9,12 miliardi di dollari), dei Colorado Rapids della Major League Soccer, dei Colorado Mammoth nella Lacrosse League, disciplina bizzarra, un mini hockey, non su ghiaccio ma su tartan, al posto delle mazze delle racchette tipo acchiappafarfalle. Kroenke, repubblicano, aveva appoggiato con una donazione di 100mila dollari la candidatura di Hillary Clinton, in seguito ha garantito 1 milione di dollari alla cerimonia inaugurale di Donald Trump. Tutto questo repertorio colossale ha rischiato di finire in cenere nel 2021, quando le gigantografie di Silent Stan (parla pochissimo) furono bruciate dai tifosi dell'Arsenal, dinanzi allo stadio, in accesa contestazione per l'adesione di Kroenke al progetto della Superleague.