"Meloni teme di perdere le elezioni e prova a cambiare le regole del gioco". Stefano Bonaccini, evidentemente ignorando gli ultimi sondaggi, commenta così la volontà delle forze al governo di cambiare la legge elettorale.Per l'ex presidente della Regione Emilia-Romagna, nonché europarlamentare del Pd, si tratta di "un colpo di mano". Intervistato dal Corriere della Sera, insiste: "Trovo surreale che con la guerra in corso, i carburanti e l’energia alle stelle e la stagnazione economica, il Parlamento sia preso in ostaggio sulla legge elettorale. C’è una distanza siderale tra le priorità della destra e la vita degli italiani. Mi spaventa un sistema che punta a concentrare i poteri nelle mani del governo. Valeva per i magistrati, per la Corte dei Conti, per il Parlamento. La destra non vuole contropoteri e contrappesi". E per quanto riguarda la sinistra? Sul tema tanto controversie delle cosiddette "primarie", Bonaccini frena: "Parlarne prima dei programmi sarebbe surreale. La leadership della coalizione la decideremo a tempo debito e in modo condiviso - prosegue il presidente del Pd -. Non ho mai visto decidere chi guida senza sapere quando e come si vota. Mi pare più urgente rafforzare e allargare la coalizione, condividere le proposte, offrire un’alternativa chiara ai cittadini".Stefano Bonaccini sbotta contro Sardoni a La7: "Le faccio l'elenco?""Dall'atteggiamento di Elly Schlein mi sembrava che a Venezia, e in altri luoghi, vi aspettavate uno sprint per...A chi gli chiede poi un commento all'ultima tornata delle amministrative, e in particolare al flop del voto di Venezia, risponde: "Gli elettori 5 Stelle non hanno dimostrato particolari difficoltà a votare un candidato del Pd nei tanti comuni in cui abbiamo vinto, e lo stesso vale per i nostri ad Avellino. E non è una sorpresa che il M5S non brilli alle amministrative e faccia molto meglio alle politiche. Non esiste un problema M5S, casomai esiste un problema coalizione. È tempo di passare dalla sommatoria delle opposizioni a una vera alleanza, a un progetto alternativo che rafforzi amalgama, profilo e programma". E se gli si domanda dell'"insofferenza" dell'ala riformista del partito, replica: "Rispetto le scelte di tutti, ma non vedo nessun esodo in corso. Distinguerei anche tra chi esprime punti di vista diversi, nel pluralismo di una comunità, e chi sceglie, pur legittimamente, di percorrere altre strade. Quanto all’unità, siamo tutti impegnati a coltivarla e farla vivere, io per primo come presidente del partito". Pd, rivolta contro il commissario di Elly SchleinMentre a Roma si lotta contro il governo Meloni, nei territori scoppia la guerra. Ma una guerra civile, gli uni contro g...