La7
Botta e risposta a Tagadà (La7) tra la conduttrice Tiziana Panella e Paolo Mieli sulla nuova escalation tra Israele e Hezbollah, dopo il lancio di droni verso il nord di Israele e i raid israeliani che, nel giro di poche ore, hanno fatto salire a dieci il bilancio delle vittime nel sud del Libano.
Panella chiede a Mieli una valutazione sulla strategia del premier israeliano Benjamin Netanyahu e sul peso della sua sopravvivenza politica nella gestione del conflitto. Il giornalista difende la linea israeliana, pur premettendo più volte che “ci sono cose orribili a Gaza e in Cisgiordania”: “La partita di Netanyahu è molto diversa da quella di Trump, nel senso che Netanyahu si misura con della gente che ti lancia dei droni, dei razzi e quindi è una misurazione militare ancora con Hamas a Gaza. Non mi fa ridire tutto il refrain su Gaza e Cisgiordania, però ci sono degli armati che ti aggrediscono”.
La conduttrice sposta quindi l’attenzione sulle implicazioni politiche interne per il premier israeliano. Mieli replica con sarcasmo: “Certo, se Netanyahu si facesse bombardare e non rispondesse, perderebbe le elezioni sicuramente. Non lo so, giudicate voi. Com’è cominciata? Bombe di Hezbollah su Israele, Israele risponde”.








