Nessuno può stabilire con certezza a chi appartenesse il drone precipitato in Romania prima di un esame approfondito dei suoi resti da parte di esperti. È quanto ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin, citato dalle agenzie di stampa russe.

Secondo il capo del Cremlino, riportato da Ria Novosti, il velivolo potrebbe anche essere di origine ucraina e avrebbe potuto deviare dalla propria traiettoria a causa di interferenze dei sistemi di guerra elettronica oppure per una possibile carenza nei dati di navigazione. Un’ipotesi che, nelle parole del presidente russo, resta comunque subordinata alle verifiche tecniche.

Putin ha ribadito la disponibilità della Russia a condurre un’indagine definita “obiettiva” sull’incidente, ma ha posto come condizione l’accesso ai frammenti del drone. Solo attraverso la analisi diretta dei resti, ha sostenuto, sarebbe possibile ricostruire in modo indipendente origine e dinamica dell’accaduto.

Nel suo intervento, il presidente russo ha inoltre richiamato precedenti episodi analoghi, sostenendo che in diverse occasioni droni ucraini avrebbero oltrepassato i confini di più Paesi, con successive attribuzioni immediate alla Russia. Una dinamica che, secondo il Cremlino, richiederebbe maggiore cautela nelle valutazioni iniziali.