Ripensate ai look da tappeto rosso che hanno infiammato le platee globali negli ultimi anni. Céline Dion con la T-shirt di Titanic firmata Vetements: opera sua. Lewis Hamilton nei paddock dei Gran Premi: sempre lui. Ogni uscita di Zendaya, sua. Com’è stata sua l’idea di inguainare Lauren Sánchez Bezos nei tailleur vintage di John Galliano. In più, complici i social media, la sua ascesa professionale è andata di pari passo con quella personale. In un mondo di addetti ai lavori dietro le quinte, questo afroamericano di Chicago è riuscito a diventare una star in film e serie, andare ospite al Saturday Night Live. Quando, tre anni fa, ha annunciato il semi-ritiro (se ne è parlato mesi), ha dimostrato di conoscere bene le regole del gioco. A partire dal titolo scelto: image architect. Per tutto questo Law Roach è colui che cambiato le regole del gioco, stravolgendo la concezione di chi siano e cosa facciano gli stylist delle celebrità.

Da dove nasce la definizione di image architect?

“Nel 2014, quando sono arrivato a Los Angeles per tentare questa carriera, vedevo che tutti si limitavano a mettere bei vestiti addosso a belle ragazze. Io volevo fare di più, lavorare sullo stile di una persona, costruirne l’immagine. Lavorare a un progetto, però ingaggiando parrucchieri e truccatori al posto di falegnami e imbianchini. All’epoca ero il solo a ragionare così, quindi ho cercato una definizione per descrivermi. E sono rimasto l’unico”.