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Marco Sabella

Nel determinare il rendimento medio finale del titolo a 5 anni svolge un ruolo fondamentale il livello del rendimento minimo garantito, che dovrebbe posizionarsi intorno al 2% per battere il Btp tradizionale di pari durata

La guerra tra Stati Uniti e Iran, la chiusura dello stretto di Hormuz e il conseguente aumento dei prezzi dell’energia hanno rilanciato l’inflazione sia in Italia che in Europa (e nel mondo). Per proteggere i risparmi delle famiglie dalla nuova ondata del carovita il Mef ha così deciso di lanciare una nuova emissione di Btp con rendimento agganciato al tasso di inflazione italiana (esclusi i tabacchi), che prenderanno il nome di Btp Italia Sì.

Le caratteristiche del nuovo titolo agganciato all’inflazioneLa remunerazione del bond sarà basata su un rendimento minimo garantito, sulla rivalutazione al tasso di inflazione italiana per le famiglie di operai e impiegati (FOI) e di un premio «fedeltà» dello 0,6% per chi acquista il titolo all’emissione e lo mantiene in portafoglio fino alla scadenza. Le sottoscrizioni inizieranno il 15 giugno prossimo per concludersi il 19 giugno (salvo chiusura anticipata) e il bond sarà riservato alle famiglie a i risparmiatori individuali. Per arrivare alla definizione della cedola il Tesoro comunicherà venerdì 12 giugno prossimo il rendimento minimo garantito (che potrà essere rivisto solo al rialzo al termine dell'emissione nel caso in cui il cambiamento delle condizioni di mercato durante il collocamento lo richieda). A questo valore si aggiungerà la quota maturata grazie al meccanismo di indicizzazione al tasso di inflazione (e il premio fedeltà per chi non vende il bond prima della scadenza). Ma già da ora è possibile fare alcune osservazioni preliminari sulla convenienza del nuovo strumento.