A due mesi dalla nascita del governo Draghi è il momento di analizzare il giudizio degli italiani sul nuovo presidente del Consiglio, sulla sua squadra e nei confronti dei leader politici. Per quanto riguarda il premier, il livello di fiducia è al 51%. Per interpretare il trend di questo indicatore e comprendere se si tratta di un valore positivo o negativo, bisogna comparare questo stesso dato con la percentuale registrata lo scorso 13 febbraio, quando il governo giurò al Quirinale.
Le attese erano molto alte, la quasi unanimità di consenso di tutto l’arco costituzionale verso l’ex presidente della Bce aveva creato un racconto tale che Super Mario venisse percepito come quello che aveva la ricetta pronta per salvare immediatamente l’Italia: il livello di fiducia era al 57%. Bisogna dire che le speranze non sono state del tutto disattese, il consenso, seppure in calo, supera la soglia del 50%. Infatti tra tutti i presidenti del Consiglio in carica nell’ultimo ventennio, Draghi è stato quello che nel ’primo giorno di scuola’ ha raccolto il maggior numero di gradimento.
Il dato che però più colpisce non è il naturale decremento verificatosi in questi primi due mesi da presidente, ma il divario che c’è tra il livello di fiducia al premier con quello del suo Governo: il consenso alla sua squadra è al 41%, cioè 10 punti in meno rispetto a quanto riceve Draghi. Bisogna dire che la stessa differenza si registrò anche lo scorso 13 febbraio, subito dopo il giuramento i ministri ricevettero dagli italiani un livello di fiducia del 45%.
