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Un ufficio a Milano per le ambizioni di Anthropic sul mercato italiano
La società dei fratelli Amodei ha già acquisito clienti del calibro di Generali, Unipol, Angelini Pharma, Bracco, Enel e Pirelli.
Anthropic si muove tra grandi principi e logica del business, in un difficile equilibrio tra etica e responsabilità, da un lato, e l’opportunità di cementare il proprio ruolo di attore tecnologico e politico nel futuro dell’intelligenza artificiale. L’azienda ha annunciato l’apertura di un ufficio a Milano nella stessa settimana in cui Christopher Olah, uno dei cofondatori, in Vaticano ha incontrato Papa Leone XIV per la lettura dell’enciclica "Magnifica humanitas", una riflessione sulla "custodia della persona umana" nell'epoca dell'intelligenza artificiale.
Il giovane informatico ha ammesso che i vendor tecnologici non potranno governare da soli una tecnologia tanto potente e al centro di troppi interessi commerciali, geopolitici e personali. Interessi che ““possono entrare in conflitto con il fare la cosa giusta”, ha detto Olah. Aziende come Anthropic hanno bisogno di “voci morali che gli incentivi non possano piegare” e di “critici informati” sul tema. Il passaggio più controverso del suo discorso è quello in cui ha ammesso che l’intelligenza artificiale può sviluppare comportamenti “misteriosi, perfino inquietanti”, come osservato dagli addetti ai lavori.










