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L’ex capitano biancorosso Gabriele Angella ha lasciato un lungo messaggio di saluti e ringraziamenti

Un lunghissimo messaggio per ringraziare tutti. Così Gabriele Angella ha scelto di salutare i suoi sette anni dopo la rescissione con il Grifo. Ecco una parte. "Sette anni. Non è solo un numero, è un pezzo di vita che non si cancella con una firma. Oggi saluto il Perugia e lo faccio con il cuore colmo di tutto: della gioia dei momenti altissimi e del peso di quelli più difficili. In questi sette anni abbiamo vissuto tutto, senza filtri – scrive sui social – .Ho dato tutto. Davvero. Ho giocato quando i muscoli dicevano “basta”, ho stretto i denti tra infortuni e punture pur di non lasciare i miei compagni. Ho cercato di essere un punto di riferimento con l’onestà e la sincerità, anche quando sbattevo la testa contro il muro". L’importanza della famiglia: "Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza la mia famiglia, il mio porto sicuro. Grazie a mia moglie Chiara e a mio figlio Tommaso. Grazie ai miei genitori, a mio fratello, a mia sorella, ai miei suoceri e ai miei amici di sempre". E poi Luchini. "C’è un ringraziamento che mi commuove profondamente ed è per Renzo. Mi mancherai. Grazie di tutto". E poi "Voglio dire grazie a chi fa battere il cuore di questo club lontano dalle luci della ribalta (Francesco Baldoni e Massimiliano Rossi, professor Cerulli, ai dottori Trinchese, Ceravolo, Faleburle, Boranga ,Cirimbilli, al centro Galeno, alla nutrizionista Giulia Governatori, e al magnifico gruppo dei fisioterapisti; Eleonora, Annalisa, Fabrizia, Valentino, Elisa, Antonio, Tiziana, e a chi lavora nel settore giovanile; i magazzinieri Leo e Nabil, al manutentore Nuri e alle signore delle pulizie)". Grazie anche Santopadre, insieme agli allenatori e ds del passato. "Menzione particolare a mister Tedesco: lui, insieme allo staff precedente e attuale (lasciatemi citare Matteo Valeri) ci ha tirato fuori da una situazione pericolosissima. Ringrazio Riccardo Gaucci e Walter Novellino. E infine a voi, popolo biancorosso. A chi mi ha criticato e a chi mi ha osannato: grazie. Mi avete insegnato ad amare questi colori in modo viscerale. Ho scelto di rimanere a vivere a Perugia. Ho scelto questa terra per il mio futuro e per quello della mia famiglia, perché ormai ci appartiene. Ringrazio e faccio in bocca al lupo per il futuro al dg Borrás e al presidente Faroni, a cui auguro una pronta guarigione. Per sempre uno di voi".