Tutta un'altra musica per il fashion system quando il direttore creativo sembra essere divenuto il centro dell'universo dei brand vedi alla voce Chanel, Gucci e Valentino artefice di un successo in termini di immagine e desiderabilità come di fatturato. La discesa in campo di Achille Lauro, in qualità di nuovo direttore creativo di Dondup, marchio di denimwear nato nel 1999 a Fossombrone nel cuore della Denim Valley italiana, apre un nuovo capitolo. «Non come volto ma come autore» ha dichiarato l'artista, siglando il suo nuovo impegno nella moda con il nome di battesimo, Lauro De Marinis. La moda vissuta finora come un linguaggio artistico in grado di accompagnare e amplificare la sua musica, come quando nel 2020 fu protagonista di veri quadri fashion sul palco del Festival di Sanremo, con la complicità dell'allora direttore creativo Gucci, Alessandro Michele.

LA VISIONE Ora per Lauro, nato a Verona e cresciuto a Roma, classe 1990, è arrivato il momento di «trasformare idee e visioni in qualcosa di reale» guidando l'ufficio stile di Dondup «con la responsabilità di definire ed esprimere la visione creativa del marchio nelle collezioni donna, uomo e negli accessori». Dichiara De Marinis: «Volevo creare qualcosa che restasse. Non come volto, ma come autore. Non un gesto, ma un progetto. L'inizio di un percorso creativo che nei prossimi anni influenzerà l'immagine, le collezioni e il posizionamento di Dondup preservandone il Dna e rafforzandone l'identità». Una collaborazione di lungo periodo, nella visione di Mauro Grande, Ceo di Dondup: «Grazie alla sua profonda sensibilità artistica e al suo apprezzamento per il patrimonio del nostro marchio, sono sicuro che guiderà il team creativo con una visione distintiva contribuendo a scrivere il prossimo capitolo di Dondup, capitalizzando il suo heritage e portando grande valore al brand. Fin dai primi momenti c'è stata una bellissima sintonia tra noi due e non vediamo l'ora di realizzare grandi progetti insieme. Con Lauro De Marinis, Dondup continuerà a influenzare la moda e la cultura attraverso collezioni altamente desiderabili e con una prospettiva unica e contemporanea al lusso moderno».L'ISPIRAZIONE Unico indizio sulla prima collezione del neo direttore creativo, è il titolo Erotica: sarà svelata in anteprima durante il suo concerto-evento il prossimo 15 giugno allo Stadio San Siro di Milano, da tenere a mente che «l'eleganza non è un accessorio, è un'attitudine, e la moda deve saperla raccontare» conclude Lauro. Sulla scia del fortunato binomio moda e musica, Bad Bunny ha appena firmato per Zara la capsule collection Benito Antonio realizzata con il designer Janthony Oliveras. Primo artista ad ottenere il Grammy 2026 per l'album dell'anno con un disco interamente in lingua spagnola, il rapper e cantautore portoricano, all'anagrafe Benito Antonio Martínez Ocasio, aveva già destato non poca curiosità sfoggiando sul palco del Super Bowl un look custom firmato dal colosso spagnolo della moda democratica.Camicia, cravatta e felpa boxy ispirata al football in color crema, il cognome Ocasio stampato sulla schiena e il numero 64, secondo molti omaggio all'anno di nascita della madre. Ai piedi le sneakers firmate per Adidas, le BadBo 1.0, dall'estetica chunky anni'90. E ora i centocinquanta capi tra abiti e accessori della nuova co- lab con Zara, sono liberamente ispirati al suo guardaroba personale. Facile calarsi nei suoi panni indossando le T-shirt in una vivace palette estiva, le camicie a righe, gli shorts e i completi blazer dal fit rilassato, perfetto mix di streetwear e identità portoricana. Un sodalizio che durerà giusto il tempo di una stagione? Probabile.LA CREATIVITÀ Un progetto duraturo è invece quello che lega Pharrell Williams a Louis Vuitton, di cui il rapper e produttore statunitense è direttore creativo della linea uomo dal 2023, succedendo a Virgil Abloh dopo la sua prematura scomparsa. Una mossa audace quella di scegliere una star mondiale, hitmaker e collezionista di Grammy, per ideare una collezione moda, ma è proprio il carattere fuori dagli schemi di Williams ad aver convinto la Maison francese che in lui ha visto «un visionario i cui universi creativi spaziano dalla musica all'arte e alla moda, affermandosi come icona culturale globale negli ultimi vent'anni». Williams aveva già firmato per Vuitton una serie di accessori, tra cui occhiali e gioielli, condividendo con Abloh un rapporto di amicizia insieme alla passione per lo streetwear e per una creatività trasversale. «La sua visione creativa al di fuori della moda condurrà senza dubbio Louis Vuitton verso un nuovo ed entusiasmante capitolo», aveva dichiarato il Ceo Pietro Beccari, in occasione della sua nomina. Obiettivo? Abbattere i confini tra musica e moda, due universi creativi in grado di raccontare all'unisono lo spirito del nostro tempo.