L’assessora Manca: «Nessuna chiusura, faremo scelte responsabili». Il centrodestra: «La maggioranza penalizza l’Isola»29 maggio 2026 alle 00:31La compagnia «delusa dalla Regione» per il mancato taglio delle tasse sui diritti d’imbarco

Mai i toni di Ryanair erano stati così ruvidi. Mai la sfida alla Regione tanto plateale. «La Sardegna rifiuta due milioni di posti a tariffe basse», hanno scritto ieri dalla low cost irlandese, ricordando i nuovi piani per l’Isola, nel caso in cui la parte pubblica si facesse carico dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco. Ovvero, quei 6,5 euro a passeggero che si pagano in partenza dagli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero. Replica l’assessora ai Trasporti, Barbara Manca: «Nessuna chiusura da parte nostra, ma serve una scelta responsabile nell’interesse dei sardi».

Lo scontro

È da almeno un anno che Ryanair insiste. La tassa d’imbarco è un balzello nazionale, in vigore in tutti gli scali d’Italia dal 2004: alla compagnia riduce i margini di guadagno, specie sui biglietti con fascia di prezzo più bassa, visto che i 6,5 euro vanno versati allo Stato, anziché restare in cassa. Da qui la richiesta di una sforbiciata. Per Ryanair è sceso in campo il direttore commerciale. «Siamo delusi – ha fatto sapere Jason McGuinness – dalla decisione miope della Regione Sardegna di respingere la sensata proposta di abolire l’addizionale municipale regressiva». Per il top manager, il balzello «è imposto ingiustamente e rende i viaggi da e verso l’Isola molto meno accessibili». Il rischio è che la Sardegna «perda l’attuale capacità» di traffico «a favore di mercati più competitivi». Tradotto: la compagnia è pronta a fare i bagagli.