La deputata e conduttrice di un programma su Rete4 «Dalla parte degli animali» è indagata anche per evasione fiscale sull'Iva. Come funzionava il meccanismo tra associazione per gli animali, lo show televisivo e la deputata secondo la procura di Milano

Tra il 2020 e il 2023 alla deputata di Noi Moderati Michela Vittoria Brambilla sarebbero finiti oltre 900mila euro, una somma quasi identica a quella che nello stesso triennio l’Enci aveva versato alle società che producono il suo programma televisivo per sponsorizzarlo. Lo mettono nero su bianco i pm milanesi Antonio Pansa e Giancarla Serafini nel decreto di perquisizione eseguito dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza e dalla Squadra mobile. Alla parlamentare viene contestata, in concorso, anche un’ipotesi di evasione fiscale sull’Iva.

Come funzionava il meccanismo delle fatture

Secondo la Procura, le «società di produzione interposte» avrebbero girato alla deputata «sostanzialmente, l’intero flusso economico percepito» dall’Ente nazionale cinofilia italiana. In quei tre anni il denaro fatturato dalle tre società all’Enci, pari a 976mila euro, risulta «sostanzialmente sovrapponibile» a quanto Brambilla aveva a sua volta fatturato alle stesse società, ossia poco più di 937mila euro. Per gli inquirenti quelle aziende «non trattengono alcunché per la attività “asseritamente” svolta di realizzazione del programma, situazione di fatto incompatibile con l’esistenza delle attività economiche dedotte in fattura».