Milano d’estate cambia pelle ogni anno. Le scuole chiudono, il traffico rallenta appena, i cortili si riempiono di tavolini e la città cerca nuovi modi per abitare le proprie sere. In questo scenario, Estate al Castello è diventata qualcosa di più di una rassegna culturale: è un rito urbano. Un appuntamento che da quattordici anni usa il Castello Sforzesco non come semplice contenitore monumentale, ma come spazio pubblico attraversabile, aperto, popolare nel senso più alto del termine.
Dal 12 giugno al 9 settembre il Cortile delle Armi ospiterà settanta appuntamenti tra musica, teatro, comicità, danza, cinema e incontri. Una programmazione volutamente trasversale, pensata per pubblici differenti, con biglietti calmierati e numerosi eventi gratuiti. Tra questi, le venticinque serate dedicate al cinema nel mese di agosto.
Il rischio, in operazioni di questo tipo, è sempre lo stesso: trasformare il cartellone in un accumulo di nomi. Estate al Castello prova invece a lavorare sul concetto di mescolanza. Accanto ai concerti di Carmen Consoli, Alex Britti, Paola Turci o Angélique Kidjo trovano spazio le riflessioni di Massimo Recalcati, Umberto Galimberti e Dario Fabbri, la divulgazione di Vincenzo Schettini, i live podcast di Stefano Nazzi e la stand up comedy.
















