Sono giorni frenetici per l’Ucraina. Il paese è stato gettato in uno stato di tensione e angoscia dopo la minaccia della Russia di un incremento sistemico degli attacchi. Negli ultimi mesi qualcosa è cambiato. A dirlo sono le Nazioni Unite, che osservano un aumento dei civili uccisi: da gennaio a oggi, +21% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. La tendenza è in crescita. Nel 2025, sostiene sempre l’Onu, il numero era già aumentato del 35% rispetto al 2024 e del 70% in confronto al 2023. “Esorto vivamente alla moderazione. Riprendete i negoziati e ponete fine alle sofferenze”, è l’appello del responsabile per i diritti umani Volker Turk. Un messaggio che segue quello diffuso da Papa Leone XIV nei giorni scorsi, che chiedeva di non arrendersi all’idea della guerra. Parole sottoscritte dall’arcivescovo di Kiev, Sviatoslav Shevchuk, in visita a Roma per l’Assemblea generale della Cei.
A parlare di pace sono però in pochi. E non i diretti interessati. La sfiducia è reciproca. “La Russia sta intensificando le sue attività ibride quotidiane contro il Regno Unito e l’Europa”, avverte la direttrice dell’agenzia di intelligence britannica che si occupa dello spionaggio informatico (Gchq). Anne Keast-Butler parla apertamente di “sconsiderati tentativi di sabotaggio e uccisioni” portati avanti dal Cremlino. Come le continue violazioni dello spazio aereo dei paesi baltici da parte dei droni e gli esplosivi posizionati sulla ferrovia in Polonia. Non è la prima volta che gli 007 europei mettono in guardia sul pericolo russo. Ma negli ultimi tempi hanno notato una sfrontatezza maggiore da parte di Mosca. Che ovviamente respinge ogni accusa. “Prima di tutto, presentino qualche prova. Allora si potrà discutere di qualcosa. Finora sono solo parole e non ci si può fidare ciecamente”, risponde la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, negando che la mano dietro i disturbi satellitari sia russa.








