Meta testa una versione premium delle sue app: le chat restano gratuite, ma ci sarà una trasformazione del modello di businessMeta testa una versione premium delle sue app: le chat restano gratuite, ma ci sarà una trasformazione del modello di businessPer anni è stata una delle poche piattaforme digitali rimaste sostanzialmente immuni alla logica degli abbonamenti. Mentre Netflix aumentava i prezzi, Spotify lanciava nuovi piani premium e persino i social iniziavano a sperimentare formule a pagamento, WhatsApp continuava a presentarsi come un servizio semplice: scaricare l'app, registrarsi e usarla gratuitamente (fatta eccezione per i primi anni in cui c’era una versione a soli 0,89 centesimi poi rimossa). Ora però qualcosa potrebbe cambiare.Meta sta infatti testando una nuova formula chiamata WhatsApp Plus, un abbonamento premium che nelle versioni beta europee compare con un prezzo di circa 2,49 euro al mese. Si tratta per il momento di una sperimentazione limitata a un numero ristretto di utenti Android, ma sufficiente per alimentare un dibattito che accompagna WhatsApp praticamente dalla sua nascita: ma nessun allarmismo, la versione premium non condizionerà l’invio dei messaggi.Le chat restano gratuite, ma…Il primo elemento da chiarire è che WhatsApp non sta diventando un servizio a pagamento nel senso tradizionale del termine. Chi non si abbona continuerà a poter inviare messaggi, effettuare chiamate vocali e videochiamate esattamente come oggi. Le funzioni fondamentali della piattaforma rimangono gratuite e non risultano piani per limitarle agli utenti paganti. L'abbonamento riguarda invece una serie di strumenti aggiuntivi che puntano soprattutto sulla personalizzazione dell'esperienza utente. Ma quindi per cosa si pagherà?Secondo le informazioni emerse dai test e dalle schermate individuate nelle versioni beta dell'app, WhatsApp Plus offrirebbe sticker esclusivi con effetti speciali, temi grafici personalizzati, nuove icone dell'applicazione, suonerie dedicate e una gestione più avanzata delle chat. Tra le novità citate compare anche la possibilità di fissare un numero maggiore di conversazioni in cima alla schermata principale rispetto agli utenti standard. Niente rivoluzioni, dunque. Piuttosto una logica molto simile a quella già adottata da altri servizi digitali: le funzioni essenziali restano gratuite, mentre chi vuole personalizzare maggiormente l'esperienza può pagare una piccola quota mensile. Un modello che ricorda da vicino Snapchat+, Telegram Premium e, più recentemente, gli abbonamenti introdotti da Meta anche per Instagram e Facebook.Abbonamenti anche per Instagram e FacebookLe indiscrezioni emerse nelle ultime ore suggeriscono che WhatsApp Plus non sarebbe un esperimento isolato. Il progetto è più ampio e anche Instagram e Facebook attraverso formule chiamate rispettivamente "Instagram Plus" e "Facebook Plus". L'idea sembra essere quella di creare una sorta di ecosistema premium parallelo a Meta Verified. Mentre l'abbonamento per la verifica dell'identità punta soprattutto a creator e professionisti, i nuovi pacchetti Plus sarebbero rivolti agli utenti comuni interessati a funzioni aggiuntive e strumenti di personalizzazione.Dalle immagini trapelate emerge una forte somiglianza tra i tre servizi. Alcune funzionalità sarebbero condivise da tutte le piattaforme, come la possibilità di modificare l'icona dell'app, utilizzare sticker esclusivi, accedere a liste utenti più avanzate e sfruttare nuove opzioni di personalizzazione. Instagram Plus sarebbe però il pacchetto più ricco. Tra le funzioni mostrate compaiono la possibilità di estendere la durata delle Storie oltre le 24 ore, visualizzare il numero di rewatch di una Storia, creare liste pubbliche aggiuntive oltre agli "Amici Stretti", fissare più di tre post sul profilo e pubblicare contenuti senza che compaiano automaticamente nei feed degli utenti.Facebook Plus seguirebbe una logica simile, con strumenti dedicati alle Storie, reazioni animate, font personalizzati per il profilo e la possibilità di visualizzare contenuti in modalità anonima. WhatsApp Plus, invece, appare più conservativa e coerente con la natura dell'app di messaggistica. Le funzionalità anticipate riguardano soprattutto sticker premium, temi personalizzati, nuove icone, strumenti di ricerca avanzata e opzioni aggiuntive per la gestione delle chat.La vera svolta è il nuovo modello economico di MetaL'aspetto più interessante non riguarda solo gli sticker o le nuove suonerie, ma il cambiamento strategico che questa scelta rappresenta. Per oltre dieci anni WhatsApp è stata costruita attorno a una promessa molto precisa: niente pubblicità e massima semplicità. Quando Facebook acquistò l'app nel 2014 per 19 miliardi di dollari, molti osservatori si chiesero come sarebbe stato possibile monetizzare una piattaforma utilizzata da miliardi di persone senza snaturarne l'identità.Forse, siamo arrivati a una risposta. Negli ultimi mesi Meta ha avviato una progressiva trasformazione di WhatsApp introducendo pubblicità nella sezione “Aggiornamenti”, nuovi strumenti per i canali e meccanismi di monetizzazione per creator e aziende. Parallelamente sta sperimentando formule premium che permettono agli utenti di ottenere funzionalità aggiuntive o rimuovere determinati contenuti sponsorizzati. In altre parole, WhatsApp sta seguendo un percorso già visto nel resto dell'ecosistema Meta: una combinazione di pubblicità, servizi premium e strumenti per creator.Il clamore di una non-notizia La notizia ha generato molta attenzione anche perché tocca una delle ultime grandi piattaforme digitali percepite come completamente gratuite. Paradossalmente, per i più affezionati non sarebbe nemmeno una novità assoluta. Come detto, tra il 2010 e il 2016 WhatsApp prevedeva infatti un piccolo abbonamento annuale in diversi Paesi prima che il costo venisse eliminato definitivamente. La differenza è che allora si pagava per usare il servizio, mentre oggi Meta sembra voler adottare una logica diversa: mantenere gratuita la piattaforma e trasformare alcune funzionalità avanzate in prodotti premium. Resta da capire quanti utenti saranno davvero disposti a spendere 2,49 euro al mese per temi personalizzati, sticker esclusivi e qualche opzione in più. Ma il dato più significativo potrebbe essere un altro: anche l'app che più di tutte aveva costruito la propria identità sull'idea di essere semplicemente uno strumento di comunicazione sta entrando nell'era degli abbonamenti.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
WhatsApp Plus, arriva l'abbonamento da 2,49 euro al mese: anche Instagram e Facebook avranno versioni a pagamento
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