Roma, 28 mag. (askanews) – Un taglio lineare di circa due terzi che si traduce in circa 400 milioni di euro in meno per la filiera ittica nazionale. È questa la cifra che desta profonda preoccupazione in Confcooperative Agroalimentare e Pesca per il futuro dei fondi europei destinati al comparto nel settennato 2028-2034. Ciononostante, l’associazione esprime un sincero apprezzamento al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, per la netta presa di posizione a difesa del comparto e per l’impegno a varare compensazioni interne. Lo sottolinea Paolo Tiozzo, Vicepresidente Confcooperative Agroalimentare e Pesca, intervenendo sul delicato stallo relativo ai negoziati comunitari per il futuro periodo di programmazione.
“L’andamento generale della spesa del programma FEAMPA 2021-2027 ci desta forte apprensione – dichiara Tiozzo – poiché se il nostro Paese dovesse subire una contrazione o un taglio di risorse per un insufficiente livello di avanzamento complessivo, ciò non aiuterà di sicuro il negoziato per il nuovo fondo, che si annuncia già estremamente difficile”.
Le preoccupazioni dell’associazione si concentrano in particolare sulla proposta della Commissione Europea per il periodo 2028-2034, che ha incassato la bocciatura unanime della Commissione Pesca del Parlamento Ue. La proposta prevede per l’Italia uno stanziamento minimo di appena 195.149.000 euro (quota UE): si tratta di un crollo verticale al 37% di quanto stanziato nel ciclo precedente (pari a oltre 518 milioni), portando appunto a una perdita complessiva di circa 400 milioni di euro, nonostante l’Italia si confermi il terzo Paese percettore dopo Spagna e Francia.







