Come se non bastassero le inquietanti notizie di guerra guerreggiata che arrivano, purtroppo, dal Golfo di Hormuz e dal Libano – distinguere tra Nord e Sud Libano è diventata oramai un’operazione di mera retorica – altre notizie, non meno sconcertati e inattese, annunciano che mercoledì (ieri per chi legge) la Gran Bretagna ha firmato quello che viene definito un nuovo Trattato di difesa e sicurezza con la Polonia, finalizzato a «combattere le minacce, comprese quelle di una Russia sempre più aggressiva». Questa nuova forma di alleanza con un Paese dell’Unione europea s’inserisce tra gli sforzi compiuti dal primo ministro britannico, Keir Starmer, in un’ottica di rafforzamento dei legami con l’Unione europea, dalla quale però l’U.K. preferì uscire in seguito all’esito negativo del referendum del 2020, meglio noto come “Brexit”.

L'accordo, che firmato ieri dal primo ministro polacco, Donald Tusk a Londra, è stato descritto come migliorativo della sicurezza delle frontiere, affronterà la criminalità organizzata e approfondirà la cooperazione in materia di difesa con l'Unione europea: una dichiarazione quanto meno sorprendente da parte del governo inglese.

Tanto per seguire gli eventi e gli sviluppi registratesi su questo delicatissimo settore, ricordiamo che l'ultimo accordo riguardante la difesa sottoscritto dall’U.K. con un Paese membro dell'Ue si può collegare agli accordi già sottoscritti con Francia e Germania: questo costante e inteso sforzo dice tanto sull’anelito di Starmer, quasi volesse riparare i guasti prodotti dall’incauta auto estromissione dall’Ue con la Brexit 6 anni fa, e, infine, sembra anche voler eseguire le richieste formulate dal The Donald affinché l'Europa assuma maggiori responsabilità nella difesa militare di se stessa, che poi si traduce in un aumento di spese a scapito di sanità, sicurezza, istruzione, etc.