È un oligarca moldavo. Negli anni novanta ha cominciato ad accumulare ricchezze e potere, finché ha preso il controllo delle istituzioni del suo paese. Poi è caduto in disgrazia ed è stato condannato al carcereÈ un oligarca moldavo. Negli anni novanta ha cominciato ad accumulare ricchezze e potere, finché ha preso il controllo delle istituzioni del suo paese. Poi è caduto in disgrazia ed è stato condannato al carcere

È la mattina del 25 marzo 2026 quando comincia l’ultima udienza del processo più clamoroso nei 35 anni di storia della Moldova indipendente. L’imputato, un sessantenne, appare sorprendentemente abbronzato per essere uno che ha trascorso più di sei mesi nel penitenziario n. 13, un castello in rovina trasformato in carcere. Considerando i 25 anni di reclusione richiesti dai pubblici ministeri, è anche molto calmo. I suoi occhi non tradiscono alcuna emozione. È accusato di essere a capo di un’organizzazione criminale che nel 2014 ha sottratto dal sistema bancario moldavo un miliardo di dollari, una somma pari alla metà della spesa pubblica annuale di allora.

Nelle sei ore successive, avvalendosi di una serie di tabelle, l’imputato cerca di convincere i giudici che le accuse sono infondate. “Ma questa è una tortura”, si sente dire dall’aula quando, dopo tutta l’argomentazione, chiede l’ultima parola. E dichiara solo: “Sono innocente”.