La temuta impennata ancora non c’è, o almeno non nelle dimensioni prospettate.

I dati di aprile dei prezzi alla produzione evidenziano un aumento medio del 6,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e anche se si tratta di uno scatto evidente rispetto al 4,2% di marzo, scomponendo l’analisi nei diversi settori produttivi è soprattutto l’energia a far registrare valori fuori controllo.

Così come accaduto nella crisi del 2022, gli effetti di trascinamento che si propagano dall’energia richiedono comunque alcuni mesi per trasferirsi a valle.

Nella media, l’aumento annuo è del 6,8% (+0,3% rispetto al mese precedente) ma per alcuni comparti, come l’alimentare, tessile-abbigliamento ed elettronica vi sono persino delle riduzioni tendenziali.

Nell’energia i rincari su base annua sfiorano il 23% (+71% per i prodotti petroliferi) mentre per beni durevoli, di consumo e intermedi le crescite sono mediamente più contenute.