Vi entrò poco più che ventenne: un insospettabile commerciante di abbigliamento di Campobello di Mazara, il paese dell’ultimo covo di Matteo Messina Denaro, capace di trasformarsi in un trafficante di primo piano. Più volte finito nelle carceri italiane e spagnole, non ha mai abbandonato gli affari con gli stupefacenti. Fino a oggi, quando la Guardia di finanza, su disposizione della Dda di Palermo, si è presentata nell’abitazione della madre, dove sconta i domiciliari, per notificargli una nuova ordinanza di custodia cautelare. L’ennesima per Giacomo Tamburello, 66 anni. Stesso provvedimento per l’ex moglie, Maria Antonina Bruno, e per il figlio Luca, tutti ritenuti parte del business di famiglia, che secondo l’accusa sarebbe stato gestito sotto il controllo del clan di Matteo Messina Denaro.

L’indagine, che ha portato le Fiamme gialle a setacciare istituti di credito in mezza Europa e in diversi paradisi fiscali, e a disporre sequestri per 200 milioni di euro, è scaturita da una segnalazione di una banca di Andorra, intenzionata a far luce sui conti milionari intestati a Bruno. Da lì la Dda di Palermo, coordinata da Maurizio de Lucia, ha ricostruito l’enorme patrimonio riconducibile ai Tamburello.