Privacy
Apple ha presentato una memoria ufficiale al parlamento canadese durante il processo di consultazione sul Bill C-22, sostenendo che il provvedimento potrebbe consentire al governo di obbligare le aziende tecnologiche a introdurre backdoor nei sistemi di cifratura. Il documento è stato analizzato dal giurista Michael Geist, docente presso la University of Ottawa e tra i principali esperti nordamericani di diritto digitale.
Anche Google ha testimoniato nella stessa audizione parlamentare, aggiungendo la propria voce alle preoccupazioni crescenti di provider, esperti di privacy e operatori VPN. Il caso rilancia un tema che da anni divide governi, aziende e comunità crittografica.
Cosa prevede il Bill C-22 e perché Apple e Google lo contestano
Il disegno di legge nasce ufficialmente per rafforzare le capacità investigative canadesi nel contrasto a terrorismo, criminalità organizzata e minacce informatiche. Obbligherebbe i provider di telecomunicazioni a creare capacità tecniche per l’accesso delle forze dell’ordine ai dati, e imporrebbe la conservazione dei metadati degli utenti fino a un anno.








