Vale Tutto, la newsletter della giornalista italiana Selvaggia Lucarelli, è diventata un caso eccezionale di progetto giornalistico indipendente, perlomeno in Italia. Ha circa 220mila iscritti tra gratuiti e paganti, e la piattaforma che la ospita, Substack, la più popolare al mondo per questo tipo di pubblicazioni, ha da poco fatto sapere che nella categoria cultura è la più seguita al mondo. Un primato notevole soprattutto se si considera che è scritta in italiano, ed è quindi rivolta a un pubblico potenziale molto ridotto rispetto a quello di progetti in inglese.

Lucarelli è una delle poche giornaliste in Italia ad aver raggiunto obiettivi simili a quelli dei giornalisti statunitensi che, negli ultimi anni, sono riusciti a raccogliere centinaia di migliaia di iscritti su Substack. Ci è riuscita tirando fuori molte notizie – alcune grandi, altre meno, ma spesso di grande interesse – in un settore di cui il giornalismo tradizionale si occupa ancora poco, creandosi un seguito di lettori affezionati e facendo parlare moltissimo di sé.

Lucarelli era molto nota già prima di aprire la sua newsletter. Cominciò a farsi conoscere nel 2002 grazie al successo del blog Stanza Selvaggia, in cui commentava le notizie di cronaca e costume con uno stile diretto e sferzante. Il blog le fece ottenere una grande visibilità: cominciò a essere invitata come opinionista in diversi programmi televisivi di intrattenimento (il primo fu L’isola dei famosi, nel 2003) e a collaborare con radio e giornali in modo continuativo. Negli anni ha scritto per Libero, Domani e soprattutto per il Fatto Quotidiano, con cui collabora tuttora. Nel 2018 fu per qualche mese direttrice del sito di Rolling Stone.