Non basta più portare i ragazzi dentro una fiera per mostrare macchine, robot e software.
Occorre far vedere che cosa c’è dietro l’automazione: processi che cambiano, competenze nuove, lavori che non sempre hanno ancora un nome chiaro per chi deve scegliere una scuola, un istituto tecnico o un’università. È su questo terreno che Sps Italia, la fiera dell’automazione e del digitale per l’industria che si svolge tutti gli anni a Parma (si è aperta ieri e chiuderà i battenti oggi), prova a spostare il racconto dalla tecnologia alla formazione.
Il tema non è laterale.
Le imprese faticano a trovare profili adeguati e la transizione digitale alza l’asticella: le competenze richieste non riguardano più soltanto chi progetta tecnologie, ma anche chi le usa, le governa e le integra nei processi produttivi.
E così il disallineamento tra scuola e industria diventa uno dei nodi decisivi per la manifattura avanzata.














