L’ex dirigente Mediaset analizza in un’intervista a Fanpage la situazione televisiva: “Bisogna restituire alla Tv generalista la sua missione, è l’opposto delle piattaforme che sono onanismo televisivo”. Poi la confessione: “Mollai tutto per salvare la mia famiglia. Ero dentro ad una crisi matrimoniale e non ne parlai con Pier Silvio”. Lasciata la Tv da anni, oggi presenta il suo ultimo romanzo “Il ladro del tempo”.
Produttore esecutivo, capostruttura, vicedirettore di Canale 5 e, soprattutto, direttore di Italia 1, ruolo che ha mantenuto per ben tredici anni. Luca Tiraboschi è stato tutto e di più in una tv che ha modellato, curato, stravolto e trasformato.
“Ormai si tende a non usare più ‘ex’, ma ‘già’”, scherza il diretto interessato che, ormai lontano dalle stanze dei bottoni del piccolo schermo, ha deciso di tornare a dedicarsi alla scrittura con l’uscita del suo quarto romanzo. “Lo pubblico a quasi vent’anni di distanza dall’ultimo – rivela a Fanpage.it – allora ero nel pieno della mia attività televisiva che, oltre ad Italia 1, riguardava pure Italia 2, Boing e Cartoonito”. Nel mezzo c’è stata la lunga e fruttuosa parentesi dei fumetti, altra grande passione di Tiraboschi prima che tutti gli sforzi si concentrassero su “Il ladro del tempo”, noir-thriller psicologico e visionario dove un monarca, manipolando le leggi della fisica, crea un’ora in più della giornata, che non esiste per nessuno, eccetto che per lui.







