HomeBolognaCronacaPiantedosi: avanti sui Cpr. Ipotesi Bologna più lontanaMa il ministro conferma che una struttura sarà realizzata anche in regione. Lepore e de Pascale: "Non sappiamo niente, è la solita campagna elettorale". .Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ieri al Question Time alla CameraRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha ribadito che il governo sta lavorando all’apertura di nuovi Cpr: anche in Emilia-Romagna. Ma né il presidente della Regione, Michele de Pascale, né il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, hanno avuto novità rispetto al dibattito che si era scatenato sul tema nei mesi scorsi. Quindi, non è detto che debba essere il capoluogo a ospitare la struttura destinata alle espulsioni dei cittadini stranieri irregolari: non è escluso, dunque, che la struttura possa essere ospitata in in un’altra provincia.
"Stiamo lavorando all’attivazione di ulteriori 106 posti in strutture già esistenti in Sicilia, in Sardegna e in Lazio – ha detto il ministro Piantedosi al question time alla Camera in merito ai Centri di permanenza per il rimpatrio –. Abbiamo avviato, inoltre, le procedure per realizzare nuove strutture: una in Campania, 2 in Trentino Alto-Adige, una in Calabria, una in Toscana e una in Emilia-Romagna". La quasi totalità dei soggetti a oggi trattenuti nei Cpr italiani (il 90%) risulta denunciato per reati di droga, anche commessi in forma associativa. Di questi, circa il 30% ha anche precedenti per furti e rapina, il 25% per reati contro la persona, tra cui violenza sessuale anche su minori, il 33% per porto e detenzione di armi. Ci sono poi soggetti trattenuti con precedenti per omicidio e lesioni e altri pericolosi per la sicurezza nazionale", ha aggiunto Piantedosi specificando che "da quando ci siamo insediati il numero dei rimpatri totali è cresciuto di oltre il 40%. E in questi primi mesi dell’anno il dato è ancora in crescita di più del 30%, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ma soprattutto è cresciuto il rapporto percentuale tra immigrati irregolari sbarcati e rimpatriati: siamo passati dal 3% del 2023 al 10% del 2025 e addirittura al 33% dall’inizio dell’anno".











