HomeForlìCronacaL’acronimo del Risorgimento. Viva Verdi, la musica è storiaSarà inaugurata sabato alle 15, al Sacrario ai caduti in corso Diaz, 95, la mostra "Viva Verdi. La musica del...Sarà inaugurata sabato alle 15, al Sacrario ai caduti in corso Diaz, 95, la mostra "Viva Verdi. La musica del...Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSarà inaugurata sabato alle 15, al Sacrario ai caduti in corso Diaz, 95, la mostra "Viva Verdi. La musica del Risorgimento" che propone un percorso storico e culturale del Risorgimento italiano attraverso la musica, mettendo in luce il ruolo centrale del melodramma, del canto patriottico e delle pratiche musicali collettive nella formazione dell’identità nazionale.

L’esposizione, ad ingresso libero, curata dal docente Umberto Pasqui, resterà aperta fino al 21 giugno nelle giornate di sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19, in altri orari su prenotazione: Ugo Berti, 3498499000.

Organizzata dall’Associazione mutilati e invalidi di guerra e dall’Istituto per la storia del Risorgimento di Forlì, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, è dotata di pannelli che "accompagnano il visitatore – afferma Domenico Garompolo di Amnig – dall’Italia frammentata di inizio ‘800 alla costruzione della memoria unitaria, in cui la musica risvegliava e scuoteva le coscienze". La figura di Giuseppe Verdi emerge come punto di riferimento simbolico, non per un programma politico esplicito, ma per la straordinaria capacità della sua musica di essere letta, interpretata e fatta propria dal pubblico risorgimentale. Da segnalare come l’acronimo "Viva Verdi" stava per "Viva Vittorio Emanuele re d’Italia" e i patrioti usavano questo slogan cifrato, nel Lombardo-Veneto occupato dagli Austriaci, sui muri e nei teatri per esprimere il desiderio di un’Italia unita sotto il re sabaudo, che era considerato un reato. L’omaggio al celebre compositore Giuseppe Verdi fungeva quindi da copertura perfetta per aggirare la censura.