Sanità 30 aprile 2026 Lo sostiene la Svizzera, che ha chiesto il risarcimento delle spese per alcuni italiani curati in un suo ospedale. Abbiamo provato a fare chiarezza sulla questione AFP Il 29 aprile la presidenza del Consiglio dei ministri ha fatto sapere che la Repubblica italiana si costituirà parte civile nel processo relativo all’incendio scoppiato al bar “Le Constellation”, nella località svizzera di Crans-Montana. Nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio scorso, le fiamme hanno provocato 41 morti e 115 feriti, molti dei quali con gravi ustioni. La decisione, si legge in una nota del governo, «è motivata dal danno diretto arrecato al patrimonio dello Stato italiano a causa delle ingenti risorse mobilitate dal Servizio nazionale della Protezione civile per l’assistenza medica, psicologica e logistica ai connazionali coinvolti».

Al momento le indagini sull’incendio sono in corso, e riguardano le condizioni di sicurezza del locale, i controlli antincendio e le eventuali responsabilità di gestori e autorità competenti.

A distanza di mesi, alla vicenda penale si è aggiunto un nuovo fronte: quello delle spese sanitarie sostenute in Svizzera per curare alcuni cittadini italiani rimasti feriti. La Svizzera intende recuperare oltre 100 mila franchi svizzeri per le cure prestate a quattro italiani in un suo ospedale. L’Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha precisato che i costi sarebbero addebitati non alle famiglie dei feriti, ma all’istituzione estera competente. Per l’Italia l’interlocutore amministrativo sarebbe il Ministero della Salute, mentre il costo graverebbe sul Servizio sanitario nazionale, attraverso i meccanismi di rimborso tra istituzioni.