Economia 20 maggio 2026 I partiti di centrosinistra chiedono di nuovo una retribuzione minima per legge, compensando però i datori di lavoro con risorse dello Stato Ansa Il 18 maggio, tutti i partiti di opposizione hanno presentato in Commissione Lavoro alla Camera un emendamento al decreto “Lavoro”, con primo firmatario il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. L’emendamento riguarda l’istituzione di un salario minimo all’interno del mercato del lavoro italiano, una proposta che da tempo anima l’opposizione e che, nei tentativi precedenti, è stata affossata dalla maggioranza di governo.

Il testo, proposto da deputati di Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra, Azione, Più Europa e Italia Viva, ricalca per lo più la proposta di legge presentata alla Camera a luglio 2023. L’esame della proposta, che prevedeva l’introduzione di un salario minimo pari a 9 euro lordi l’ora, era stato a lungo rinviato e a novembre dello stesso anno la maggioranza di centrodestra ha di fatto riscritto la proposta delle opposizioni, trasformandola in una legge delega. In questo modo, il compito di regolare la questione del salario minimo sarebbe stata affidata al governo. La proposta è stata poi approvata dalla Camera nella nuova versione, non condivisa dai partiti di opposizione, e poi in via definitiva dal Senato.