Si conclude con l’ultima condanna il procedimento giudiziario nato dopo la morte di Matthew Perry, scomparso il 28 ottobre 2023 nella sua abitazione di Malibu. Il tribunale federale di Los Angeles ha inflitto 41 mesi di carcere a Kenneth Iwamasa, ex collaboratore dell’attore, ritenuto coinvolto nella somministrazione di ketamina che precedette l’overdose fatale.

Secondo l’accusa, Iwamasa avrebbe praticato personalmente diverse iniezioni all’attore nelle ore precedenti alla morte, comprese quelle considerate decisive dagli investigatori.

L’uso della ketamina e la ricaduta nella dipendenza

L’attore, celebre per il ruolo di Chandler Bing nella sitcom Friends, utilizzava ketamina in ambito terapeutico per affrontare la depressione. Gli inquirenti hanno però ricostruito una situazione diversa negli ultimi mesi di vita, quando Perry avrebbe ricominciato a procurarsi la sostanza fuori dai percorsi medici autorizzati.

Nelle motivazioni della sentenza, il giudice ha sottolineato che chi gli stava accanto non cercò di interrompere quella spirale. Al contrario, secondo il tribunale, l’assistente personale contribuì ad alimentare la dipendenza facilitando l’accesso alla droga.