Una "lettera imbustata imbucata nella cassetta della posta del mio ufficio" e che "contiene minacce, minacce di morte, pesanti, scritta tra l'altro con una tecnica per contraffare e camuffare la scrittura. Questo non vuol dire che adesso io debba preoccuparmi, pensare di dover girare scortato: non è così, però certamente è una minaccia pesante, una minaccia aggravata, come tale è stata acquisita e come tale gli inquirenti hanno ritenuto di procedere comunque d'ufficio per l'accertamento e tutte le indagini". Così Fausto Gianelli, l'avvocato che assiste il 31enne che lo scorso 16 maggio ha investito diversi pedoni in centro a Modena, ha replicato a chi gli chiedeva un commento sulle offese e gli insulti ricevuti uscendo dalla questura di Modena dove è partita, al riguardo, una denuncia.
"Come avevo detto - racconta - e come confermo, io ho deciso di non sporgere querela per tutte le offese, tutta quella la ondata d'odio che si è riversata sui social dopo questo evento gravissimo, capendo che la cittadinanza è scossa, che ci sono persone alterate, anche se questo non giustifica. Però - ha proseguito - devo dire che si sono aggiunte queste minacce, la notizia delle minacce è trapelata e quindi la polizia mi ha convocato e devo dire in maniera corretta, precisissima, hanno voluto acquisire tutto quello che riguarda le minacce, minacce che sono arrivate prima via social, Instagram, le messaggistiche private".










