Sono rientrati a casa sei componenti della delegazione italiana della carovana umanitaria di terra della Global Sumud Flotilla per Gaza. Gli attivisti sono stati rimpatriati dalla Libia, via Istanbul, e sono atterrati a Fiumicino attorno alle 9.30 del mattino.

Il convoglio era stato attaccato lunedì pomeriggio dalle forze militari libiche mentre era accampato a Sirte. Gli attivisti attendevano il rilascio di dieci dei loro compagni, tra cui due italiani, il pugliese Domenico Centrione, e la piemontese, Leonarda Alberizia, fermati domenica con l’accusa di “ingresso illegale”. Il convoglio di testa su cui viaggiavano Centrione e Alberizia stava cercando di negoziare un avanzamento della carovana quando è stato fermato e portato a Bengasi dai miliziani libici affiliati al generale Haftar. Per questi dieci attivisti, dopo il processo davanti al tribunale di Bengasi, si prospetta un’espulsione come immigrati clandestini.

Intanto però gli attivisti rientrati si dicono “preoccupati” per gli i compagni “che non sentiamo da quattro giorni”. “Noi eravamo là regolarmente, dotati di visto“, conferma Marco Contadini di Roma, coordinatore della delegazione italiana. “Dopo 3 ore i compagni non tornavano, abbiamo cominciato a temere per loro”, ha aggiunto Massimo Marchini di Pordenone. “Abbiamo fatto resistenza passiva, però alla fine abbiamo dovuto sgomberare il campo”, racconta ancora Martina Cannatà di Bologna.