Hamas ha confermato l'uccisione in un raid israeliano martedì sera di Mohammed Odeh, leader dell'ala militare, le Brigate al-Qassam. Odeh era stato nominato solo 11 giorni fa, in sostituzione di Izz al-Din al-Haddad, anche lui ucciso dall'Idf il 15 maggio in uno strike dalle dinamiche quasi identiche: in entrambi i casi in un doppio attacco via aerea, con due obiettivi differenti nel quartiere Rimal a Gaza City che hanno portato all'uccisione anche della moglie e un figlio di Haddad, e della moglie e tre figli di Odeh. In entrambi i casi con il coinvolgimento dello Shin Bet, il servizio di intelligence interna israeliano. Quest'ultimo in una nota ha comunicato che l'attacco è seguito "a mesi di monitoraggio dell'intelligence e di attività di sorveglianza operativa'', scovandoli nei momenti più esposti, emersi dalle case rifugio per andare a trovare i familiari. Una foto aggiornata di Odeh, che in precedenza serviva come capo dell'intelligence di Hamas e viveva in clandestinità, era circolata sui social media di Gaza nell'immediatezza della nomina. ''Continueremo a cercare chiunque abbia preso parte al massacro del 7 ottobre. Prima o poi arriveremo a tutti'', ha detto il premier Netanyahu nell'annunciare l'eliminazione. ''Sono morti che camminano'', ha aggiunto il ministro della Difesa Katz, confermando che Israele intende proseguire ad oltranza con gli omicidi mirati di tutta la catena di comando di Hamas, che ancora gestisce circa il 40% della Striscia di Gaza dopo il cessate il fuoco (armato) di ottobre. Nell'immediatezza dell'attacco del 7 ottobre 2023, l'Idf aveva diffuso una grafica con i 16 volti dei massimi ricercati tra la leadership delle Brigate al-Qassam.