L’Europa è pronta ad aprire ufficialmente ai primi capitoli negoziali per l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea. A scriverlo è Euractiv che cita un alto funzionario dell’esecutivo Ue. La proposta dovrebbe essere presentata nel corso del Consiglio Affari Generali, in modo che i capi di Stato e di governo dei 27 Stati membri possano approvare la mossa al Consiglio europeo del 18-19 giugno.
Se così fosse, si potrebbe presto aprire il primo cluster, ossia uno dei sei capitoli negoziali di riforma che, generalmente, richiedono un lungo periodo di contrattazioni e riforme per ricevere l’ok da parte di Bruxelles. Martedì il vicepremier ucraino per l’Integrazione europea ed euro-atlantica, Taras Kachka, ha sostenuto in un’intervista a Euronews che dal punto di vista di Kiev “tutti e sei i cluster possono essere aperti già a giugno. Secondo la nostra tabella di marcia, siamo già oltre la scadenza”. Posizione più spregiudicata rispetto a quella dei vertici Ue, da quanto traspare, ma che comunque va nella direzione della sempre maggiore integrazione, nonostante siano ancora tanti i punti da risolvere.
A sbloccare l’impasse, da quanto si apprende, è stata la presunta apertura del nuovo premier ungherese, Peter Magyar, a togliere il veto imposto dal suo predecessore Viktor Orban, anche se fino a oggi non si registrano aperture ufficiali di Budapest che sta portando avanti contrattazioni serrate con l’Ue per sbloccare i fondi congelati. Questa settimana, però, il primo ministro è atteso a Bruxelles proprio per parlare della situazione ungherese e potrebbe portare il dossier ucraino sul tavolo dei negoziati. Da ricordare che l’ipotetica adesione di Kiev deve superare anche i dubbi di altri Paesi, come la Polonia, preoccupati per una redistribuzione sfavorevole dei fondi Ue, in particolar modo di quelli destinati all’agricoltura.










