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Almeno dalla scorsa primavera il regime del presidente russo Vladimir Putin ha iniziato a bloccare internet sempre più spesso, causando limitazioni e disagi in molte regioni del paese. I blackout riguardano in prevalenza le connessioni dati dei cellulari, e non le linee domestiche che funzionano con un router. Le autorità giustificano i blackout sostenendo che servano per impedire ai droni ucraini di utilizzare le reti mobili per orientarsi durante gli attacchi in Russia. In realtà, spesso i malfunzionamenti riguardano anche aree che sono lontane dal confine con l’Ucraina.
I blackout sono iniziati a maggio. In almeno un caso – quello della regione di Ulyanovsk, nell’ovest della Russia – le autorità locali hanno deciso di imporre un blackout permanente, che durerà fino alla fine della guerra.
Durante i blackout le persone che si trovano in Russia non perdono totalmente la possibilità di accedere a internet dal proprio telefono, ma solo un numero molto limitato di applicazioni approvate dal governo continua a funzionare. Le interruzioni creano grossi problemi anche perché sono frequenti, iniziano senza preavviso e possono durare anche diversi giorni. Tra le altre cose diventa impossibile pagare usando le applicazioni o le carte di credito, dato che spesso i terminali per i pagamenti usano proprio le reti mobili.







