di
Marco Calabresi
Incredibile quanto accaduto allo spagnolo nello Slam di Parigi, il coach Puerta ha chiuso la collaborazione senza avvisare nessuno: «Non ho intenzione di rincorrerlo, ci ha deluso»
Di solito si cambia coach tra un torneo e l'altro, non durante. Soprattutto se si parla di uno Slam. Ha dell'assurdo, invece, quanto accaduto ad Alejandro Davidovich Fokina, numero 23 del mondo, eliminato oggi al secondo turno dall'argentino Thiago Agustin Tirante. Davidovich Fokina si era presentato a Parigi con il suo coach, Mariano Puerta (che tra l'altro fu finalista a Parigi nel 2005), che però nel suo box oggi non c'era. Il motivo lo ha spiegato direttamente lo spagnolo in conferenza stampa, raccontando tutto nei minimi dettagli: «Dopo la partita contro Dzumhur (vinta al primo turno, ndr.) abbiamo pranzato, poi sono andato a riposarmi. Lui mi ha detto che non si sentiva bene e che sarebbe tornato in albergo. Fino a quel momento, tutto era normale. Non era successo niente tra noi e il team. Poi, nel pomeriggio, due o tre ore dopo, mi ha mandato un messaggio dicendo che non avrebbe continuato e cose del genere. E il bello è che non l'ha detto a nessuno, nemmeno alla squadra».
Primo aereo da Parigi, quindi, destinazione Miami: «Tutto senza dirci una parola. Poi ho sentito che l'aveva già fatto un paio di volte con altri giocatori, quindi sembra che per lui sia normale. Alla fine non ho intenzione di rincorrerlo se decide di andarsene e non continuare fino alla fine del torneo. Non è un mio problema. È un adulto e può prendere le sue decisioni. Non so se risponderò a quel messaggio, ma come persona, per quanto riguarda tutto il team, ci ha deluso. Ho passato tante cose nella mia carriera, quindi questa è solo una in più, ma pensavo fosse una brava persona prima di scoprire che lo aveva già fatto con altri. E ho pensato "ok, colpa mia perché mi sono fidato di lui"».










