Le serie Sky hanno sempre avuto una forte attrazione per i racconti di malavita. Quasi vent’anni fa Romanzo criminale cambiò il modo di fare serialità in Italia, tra successo e polemiche: dai manifesti dedicati ai membri della banda della Magliana fino ai busti comparsi sul Gianicolo, a Roma. Poi sono arrivate Gomorra, Blocco 181 e docuserie come Roma di piombo e La mala. Banditi a Milano. Proprio da quest’ultima nasce ora una nuova fiction Sky Original, una produzione di ampio respiro le cui riprese inizieranno a breve. A produrla è Groenlandia, la società fondata da Matteo Rovere e Sydney Sibilia, già dietro titoli come La legge di Lidia Poët e Hanno ucciso l’Uomo Ragno – La leggendaria storia degli 883. E se la storia si svolge a Milano, il set principale sarà Torino, con la regia affidata a una vecchia conoscenza della città, Luca Ribuoli. «Nel 2012 – ci racconta il regista – avevo girato qui la serie Rai Questo nostro amore, ambientata negli Anni 60. È stato un set bellissimo, che ricordo con grande intensità e affetto. Nel 2012 sono tornato per un’altra serie Rai, Noi. L’idea di girare nuovamente a Torino mi entusiasma. Il primo ciak verrà battuto il 15 giugno, l’ultimo a metà ottobre, con le riprese che coinvolgeranno un po’tutta la città. Il titolo di lavorazione per ora è La mala, poi si vedrà». La Milano criminale Ambientata tra la fine degli Anni 70 e i primi 80, la serie in sei episodi riporta sullo schermo una Milano lontanissima dall’immagine scintillante della futura “Milano da bere”. È la stagione delle bande criminali legate a figure come Renato Vallanzasca e Francis Turatello: un mondo di rapine improvvisate, bische clandestine, regolamenti di conti e locali notturni, dove il confine tra ambizione e sopravvivenza resta sottilissimo. Torino come controfigura di Milano La scelta di Torino come controfigura di Milano non è nuova. Sky aveva già percorso questa strada con Gangs of Milano – Le nuove storie del Blocco, secondo capitolo dell’universo di Blocco 181. «Torino si presta perfettamente, perché in molti quartieri è rimasta l’autenticità degli Anni 70. Ovviamente gireremo anche a Milano, nelle aree centrali, però lì tutto è cambiato. In alcune zone della periferia torinese un certo racconto storico è ancora possibile, con quelle architetture industriali anni 70 rimaste intatte fino a oggi». Dentro questo scenario molto documentato gli sceneggiatori Stefano Sardo, Chiara Battistini, Paolo Bernardelli e Gianluca Bernardini inseriscono un personaggio di finzione, Charlie, ragazzo attratto dal mondo del cabaret e del Derby Club che finirà per gravitare attorno alla mala milanese proprio mentre quel sistema criminale, ancora privo di vere gerarchie, si muove in modo istintivo e brutale. Una criminalità disordinata, fatta di errori, fughe improvvisate e violenza quotidiana. Nel cast, composto quasi interamente da giovani attori tra i 20 e i 25 anni, ci saranno anche alcune presenze torinesi.