Prima il silenzio delle corsie durante il lockdown, poi le domande dei parenti, infine l’inchiesta. A distanza di anni dalla fase più drammatica della pandemia, la Procura di Ivrea ha chiuso l’inchiesta sui decessi Covid nella Rsa Piccola Reggia di Venaria Reale. Sotto la lente degli investigatori dello Spresal dell’Asl To4, coordinati dalla pm Valentina Bossi, sono finite la gestione dell’emergenza sanitaria all’interno della struttura e le procedure adottate nei giorni del contagio che — secondo l’ipotesi accusatoria — avrebbero provocato la morte di 44 pazienti tra il 5 novembre 2020 e il 17 gennaio 2021, oltre al contagio del personale sanitario. I nomi in calce alla richiesta di chiusura delle indagini sono quelli di sette persone, oltre alla cooperativa Nuova Assistenza Scs Onlus di Novara, che gestiva la struttura ed è chiamata in causa in base alla normativa sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di omicidio colposo e di aver causato l’epidemia violando le norme attuative finalizzate a limitare i contagi. Tra loro figurano Massimo Pramaggiore, originario di Vercelli ma residente a Novara, fino al gennaio 2021 presidente del consiglio d’amministrazione, amministratore delegato e datore di lavoro della cooperativa; il suo successore Davide Porta, di Agrate Conturbia (Novara); il procuratore speciale Giuliano Giannotta, di Novara; Sabrina Astolfi, anch’essa novarese, direttrice della Rsa fino al 29 ottobre 2020; Valeria Michelone, di Cossato, direttrice in affiancamento ad Astolfi; Andrea Florian, di Rivoli, direttore sanitario della struttura fino al 21 dicembre 2020; e Valentina Formica, di San Sebastiano Po, anche lei direttrice sanitaria dal 29 ottobre 2020, sostituita temporaneamente da Florian dopo aver contratto il Covid e poi nuovamente in carica dal 21 dicembre 2020. Era la seconda ondata della pandemia. In particolare, la pm Bossi scrive che in quella struttura i pazienti ricoverati sarebbero deceduti «a causa della violazione, da parte del datore di lavoro Pramaggiore, oltre che della normativa igienico-sanitaria relativa al trattamento del virus Covid all’interno della struttura, anche delle norme poste a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e degli ospiti». Secondo l’accusa, inoltre, i pazienti positivi non sarebbero stati isolati e non vi sarebbe stata una separazione tra i percorsi “sporco” e “pulito” nonostante alcuni ospiti avessero pagato la camera singola per evitare il contagio. In pratica, sempre secondo la Procura, non sarebbe stato aggiornato il documento di valutazione dei rischi in relazione al decreto legge 125/2020, relativo alle misure urgenti connesse alla proroga dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19. Gli inquirenti contestano anche una carenza di dispositivi di protezione individuale, come mascherine e altri strumenti di sicurezza. Secondo i magistrati di Ivrea, coordinati dalla procuratrice capo Gabriella Viglione, in particolare Pramaggiore e Giannotta avrebbero commesso violazioni nell’interesse o a vantaggio dell’ente, orientandone le scelte verso un risparmio sui costi della sicurezza. Dagli accertamenti era emerso che, al momento delle prime positività al Covid-19, alla fine di ottobre 2020, quando la maggior parte degli ospiti risultava ancora negativa, il virus si sarebbe diffuso in maniera incontrollata all’interno della struttura a causa della mancata attuazione delle direttive sanitarie impartite dal Ministero, dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Regione. Alla fine, 99 ospiti su 124 risultarono positivi, così come gran parte del personale. In pochi mesi i decessi tra gli ospiti salirono a 56: 44 delle vittime erano risultate positive al Covid, mentre per altre 12 non venne mai effettuato il tampone. «Riteniamo che non vi siano responsabilità della società e tanto meno dei suoi rappresentanti», sostiene l’avvocata Carla Zucco di Novara, che assiste Pramaggiore, Porta e Giannotta. Nel frattempo, molti parenti delle vittime hanno annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile attraverso gli avvocati Alberto Versari e Tommaso Levi.
Morti durante il Covid alla Rsa di Venaria, indagati amministratori e direttori sanitari
La Procura di Ivrea ha notificato la chiusura indagini a sette persone di Vercelli, Gattinara, Biella e Novara. I magistrati contestano l’omicidio e l’epidemia…







