È rientrato a scuola e ha riabbracciato i suoi allievi, che considera quasi come figli. Dopo 63 giorni nella Casa del Grande Fratello Vip, Raimondo Todaro è tornato nella sua Catania per riprendere il lavoro che ama, lontano da telecamere e microfoni. Quando lo raggiungiamo al telefono, il ballerino è proprio sotto la sua scuola di danza: calmo, lucido, quasi commosso quando la conversazione si sposta sulla figlia e sui suoi ragazzi. Il gossip resta sullo sfondo, mentre il futuro è ancora da costruire, in attesa della chiamata giusta. Il “cavaliere nero” (prendendo in prestito la citazione di Gigi Proietti) del reality condotto da Ilary Blasi, è arrivato al terzo posto dopo aver strappato all’ultimo il biglietto per la finale. Un percorso limpido, senza alzare i decibel, ma vissuto da attento osservatore: un lato diverso del ballerino già apprezzato in tv tra Amici e Ballando con le Stelle. Ora Todaro racconta il ritorno alla normalità, la scelta di proteggere la fidanzata, il rapporto con Francesca Tocca, le accuse di strategia e il desiderio di tornare a fare ciò che ama di più: ballare e insegnare.
Come è andato il ritorno alla normalità?«Ancora è tutto strano, la normalità devo ritrovarla. Gli orari che facevamo erano folli, il sonno era davvero poco. Sono stato un giorno e mezzo da solo con mia figlia, anche per scoprire cosa le fosse successo in questi due mesi. Poi sono tornato a Catania e sono andato nella mia scuola di danza a salutare tutti i ragazzi. Nell’ultima settimana ero davvero cotto, non mi mancano telecamere e microfoni».A mente fredda, resta più la soddisfazione per la finale raggiunta all’ultimo o la delusione per una vittoria sfiorata?«È stata un’esperienza indimenticabile, un percorso che porterò con me. Io ero felicissimo di tutto quello che avevo fatto e non ho pensato minimamente a vincere. Avendo staccato all’ultimo il biglietto per la finale, tutto quello che è arrivato dopo è stato qualcosa in più. Ero felice di aver concluso bene, mi sono goduto le sorprese della serata finale e non vedevo l’ora di uscire per abbracciare mia figlia».Che immagine di Raimondo Todaro pensi sia arrivata al pubblico?«Credo sia arrivata la stessa immagine di come sono fuori dal Grande Fratello. Il mio unico pensiero era essere me stesso, anche a costo di uscire prima. Pensavo di durare due giorni nella Casa. Quando mi chiedevano come mi vedessi lì dentro, rispondevo che proprio non mi ci vedevo. Penso anche che quelli usciti prima non valgano meno umanamente. Ti rendi conto, però, di non essere portato per un certo tipo di format».Sei abituato al giudizio sulla tecnica, sul corpo e sulla performance. Al Grande Fratello, invece, sei stato giudicato come persona: è stato più difficile?«È stato strano, un salto nel vuoto. Si è trattato di un’esperienza talmente folle da essere completamente diversa da tutto quello che avevo fatto prima. Sono comunque abituato ai giudizi da quando avevo sei anni e facevo le gare. Ai miei ragazzi insegno sempre che bisogna accettarli: il mondo è bello perché è vario. L’importante è potersi guardare allo specchio, mettendo anche in conto di non piacere a tutti».Ti ho visto come una sorta di cavaliere nero: defilato ma lucido al momento giusto. Qualcuno, però, ha letto questo atteggiamento come gattopardismo o strategia. Ti ha stancato questa interpretazione?«Non corrisponde alla realtà, l’ho spiegato anche in puntata. Votavo Paola perché aveva detto cose sul mio conto che non mi erano piaciute, poi ho votato la Mussa (Alessandra Mussolini) fino a quando non è diventata finalista. Poi Lucia. Credo che ognuno possa avere il suo pensiero, ma mi scivola addosso».Il silenzio è stato un’arma o una difesa in una Casa che viaggiava a decibel altissimi?«C’erano momenti in cui era davvero invivibile. Di persone che mettevano benzina sul fuoco ce n’erano già parecchie, così come di prime donne. Serviva qualcuno che compensasse».Durante il programma alcuni uomini della Casa sono stati definiti “comodini”, come se avessero avuto poco peso nelle dinamiche. È una lettura che condividi?«Io penso che i maschietti siano stati fondamentali. Le donne prendevano la scena, ma per gli equilibri della Casa noi siamo stati importanti. Quando si litigava, si passavano intere puntate a parlare del nulla: ciclo, ciglia finte, torte. Io apprezzavo chi sapeva stare un passo indietro».Francesca Manzini è stata molto importante nel tuo percorso. Possiamo definirla la tua ancora di salvataggio?«Lei, ma anche Nicolò, Renato, Raul e, verso la fine, Marco. Sapevo sempre dove andare, avevo sempre una persona a cui fare riferimento. Francesca sicuramente è stata una di queste persone. Si è parlato tanto di noi, non so se davamo fastidio, ma ci facevamo i fatti nostri. Io non ho avuto problemi seri con nessuno e mi piacerebbe rivederne tanti. L’unica discussione più seria è stata con Giovanni: non ho apprezzato quello che aveva scritto sul disegno di mia figlia».In finale è arrivata la sorpresa della sua scuola di danza. Che cosa ti ha smosso vedere lì i tuoi ragazzi?«Non ci ho capito niente, sono andato completamente in tilt. Ero abituato a vederli tutti i giorni, per me sono come figli, ma non li incontravo da 63 giorni. Poi c’era Beatrice, che sta attraversando un delicato momento di salute da poco prima che iniziasse il Grande Fratello Vip».Dentro la Casa ti abbiamo rivisto anche nel tuo ruolo naturale, quello di maestro e coreografo. Qual è stata la cosa più divertente e quale la più difficile nel mettere insieme le coreografie con i tuoi compagni?«La più divertente è stata quella dei Take That, con la presa di Marco e tutti i maschietti. È stato un momento importante perché è stato l’inizio: erano terrorizzati, poi ci hanno preso gusto e mi chiedevano sempre di farne un’altra. La più difficile è stata quella di “Hey Pachuco”, con Antonella e Adriana».Selvaggia Lucarelli ti aveva indicata come possibile vincitore. È il segno di una pace ritrovata tra voi?«Io l’ho sempre apprezzata, credo abbia 158 attributi quadrati. Non ho mai capito bene perché non le facessi simpatia, ma può succedere. Ho apprezzato molto che, finita la puntata, me lo abbia detto».Hai scelto di proteggere molto la sua relazione e la privacy della tua compagna. Tornato fuori, hai avuto la sensazione che questa scelta sia stata capita nel modo giusto?«Lo avevamo già concordato prima. Preferivo tenerla fuori perché non volevo invischiarla in questo mondo. Sono contento di essermi comportato così».Cosa ti ha detto sua figlia quando ti ha rivista?«Era molto felice di riabbracciarmi. Mi aveva visto 24 ore su 24 e non vedeva l’ora di tornare insieme alla normalità».E con Francesca Tocca hai parlato?«Sì, ne abbiamo parlato. Si è persa gli ultimi giorni perché era impegnata con l’Eurovision del quale non ho potuto vedere niente. Sapevo che lo avesse a maggio, poi quando hanno prolungato il Grande Fratello ho perso un po’ il senso del tempo. Ci siamo riabbracciati, per me resta una persona importante».Dopo il reality, cosa le piacerebbe fare?«Non me lo sono ancora chiesto davvero. Mi sono preso qualche giorno per riconnettermi con il mondo. Sicuramente riprenderò il teatro in autunno, dato che hanno rimandato lo spettacolo per il prolungamento del reality. Quello lo adoro. Se arriveranno altre cose che mi stuzzicano, le valuterò. Questa esperienza non era messa in conto, ma ho realizzato che i reality non fanno molto al mio caso: non credo di esserne portato, anche se avrò questa esperienza nel cuore. Credo di essere portato per altro».Le piacerebbe qualcosa legato al ballo, magari un ritorno a Ballando con le Stelle o ad Amici?«Certo. Ora però ho davanti un’estate bella impegnativa. Lavorerò tanto, e io amo il mio lavoro».







