Per anni il deepfake è sembrato un fenomeno confinato a video virali, politici manipolati o volti celebri ricreati dall’intelligenza artificiale. Oggi non è più così. Lo sappiamo e lo facciamo: le tecnologie generative sono diventate più semplici da usare, più economiche e soprattutto molto più credibili. Il risultato è che i contenuti sintetici stanno uscendo dall’eccezione per diventare parte del paesaggio digitale quotidiano: falsi investimenti sponsorizzati da volti noti, impersonificazioni, pornografia non consensuale, reputazione personale e aziendale fino a materiali che possono interferire con il dibattito pubblico o alimentare frodi sofisticate a sfondo sociale ed economico. Secondo dati citati dalla startup TrueBees, gli episodi legati ai deepfake coinvolgono ormai il 35% delle organizzazioni e i tentativi di frode attraverso questi strumenti sono cresciuti di oltre il 2.100% negli ultimi tre anni.
In questo scenario nasce proprio TrueBees, startup deep-tech italiana nata dall’incontro fra ricerca universitaria e sviluppo industriale, fondata nel 2024 dalla collaborazione tra Afliant e il dipartimento di Ingegneria e scienza dell’informazione dell’Università di Trento. L’azienda lavora su tecnologie di verifica dell’autenticità dei contenuti digitali e su un approccio che definisce “chain checking”, cioè la ricostruzione dell’intera storia di un contenuto e delle sue trasformazioni lungo la diffusione online.









