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Sviluppo
Dietro uno dei software più diffusi al mondo c’è una realtà molto meno “patinata” di quanto si possa immaginare. curl, il progetto open source creato da Daniel Stenberg nel 1996, gira oggi dentro smartphone, smart TV, automobili, router, piattaforme cloud, sistemi embedded industriali e servizi enterprise. Secondo le stime citate dallo stesso autore, le installazioni superano i 30 miliardi. Un numero enorme per un software scritto in linguaggio C (che è anche una libreria integrabile in qualunque progetto di terze parti) utile per gestire trasferimenti HTTP, HTTPS, FTP, MQTT, SMB, IMAP, LDAP e molti altri protocolli su praticamente qualsiasi piattaforma.
Stenberg ha pubblicato un intervento molto personale, che ci ha colpito e che vogliamo analizzare, spiegando quanto sia aumentata la pressione operativa e psicologica attorno alla sicurezza del suo progetto. Il testo offre uno spaccato interessante non soltanto sulla manutenzione di curl, ma anche sullo stato attuale della sicurezza nell’open source.
La crescita delle analisi automatiche basate su AI, l’aumento delle segnalazioni di vulnerabilità e la dipendenza globale da componenti mantenuti da team ridottissimi stanno creando un carico difficile da sostenere perfino per progetti maturi e storicamente solidi.







