Firenze, 27 maggio 2026 – La Fondazione Rosselli ospita il 3 giugno, con inizio alle ore 17, nella sede di via degli Alfani 101/r la presentazione del libro di Adalberto Scarlino “Fosco Frizzi: Fosco Frizzi (1901-1951). Una memoria” (Pontecorboli editore, 2025). Sarà presente l'autore. Interverranno il presidente della Fondazione Rosselli Valdo Spini, Matteo Mazzoni dell'Istituto storico della Resistenza e Fulvia Alidori delle Memorie di Resistenza fiorentina. L'ingresso all'evento è libero: per ogni informazione si può inviare una mail all'indirizzo [email protected]. “Attraverso il ricorso della biografia dello zio Fosco Frizzi - ha dichiarato Matteo Mazzoni - Scarlino ci consegna non solo una memoria personale ma un contributo per approfondire i decenni del primo Novecento. Ancora una volta la biografia si conferma un punto di vista efficace per affrontare la complessità del passato nella concretezza del vissuto”.
Nel frattempo oggi, 27 maggio, la Fondazione Rosselli ospita l'evento, a Milano, dal titolo “La sfida del Governo in Italia e in Europa”: si tratta del secondo appuntamento dopo quello che venne organizzato sullo stesso tema a Firenze lo scorso 26 febbraio. Dopo i saluti iniziali di Anna Catasta e Luciano Belli Paci, prenderà la parola il presidente della Fondazione Rosselli Valdo Spini per introdurre il tema. Seguirà una tavola rotonda con Piero Graglia, Antonella Mansi, Marco Leonardi e Marco Buti. Alle ore 18.30 interverrà Paolo Gentiloni, già presidente del Consiglio dei Ministri e Commissario europeo. Alle 19 le conclusioni di Franco D’Alfonso e Valdo Spini. “Nella situazione attuale – ha dichiarato Spini – è più che mai necessario guardare all’Europa e in particolare al rafforzamento della Unione europea, per costituire quel punto di riferimento nella situazione internazionale di cui abbiamo bisogno. Se l’incontro tra Trump e Xi Jinping ha voluto dare l’impressione di una sorta di G2 al di sopra dei G7 e degli altri vari formati degli organismi internazionali, tanto più l’Europa non può affrontare questa difficile fase dei rapporti internazionali se non si presenta come un vero e proprio soggetto politico. Ma questo richiede un governo italiano che sappia svolgere una funzione propulsiva in questa direzione. I due termini del problema: il governo in Italia e il governo in Europa sono quindi strettamente collegati”.










