Pena ridotta per P. D. M., 26 anni, di Corigliano-Rossano accusato di aver tentato di uccidere con un colpo di fucile il fratello al termine di una lite familiare. La Corte di appello di Catanzaro, presidente Antonio Battaglia, a latere Carlo Fontanazza e Maria Rosaria di Girolamo, tenuta a pronunciarsi dopo l’annullamento con rinvio della Cassazione ha riqualificato il reato da tentato omicidio in lesioni personali, come richiesto dall’avvocato difensore Mary Aiello, riducendo all’imputato la pena a 3 anni di reclusione e 400 euro di multa, in luogo dei 9 anni sentenziati in primo grado e confermati nel primo processo di appello, con la sostituzione, inoltre dell’interdizione perpetua con quella temporanea dai pubblici uffici per la durata di 5 anni.

Le fasi processuali

La Corte di Cassazione aveva annullato con rinvio, per la sola qualificazione del reato principale, la sentenza con cui la Corte d’Appello di Catanzaro aveva confermato la condanna di P. D. M. La Suprema Corte aveva ritenuto corretta la ricostruzione dei fatti operata nei precedenti gradi di giudizio, disponendo un nuovo esame limitato alla natura giuridica del gesto, lasciando invece immutata la responsabilità dell’imputato per l’uso dell’arma e per le lesioni arrecate.