Dall’intelligence delle Brigate al-Qassam alla guida dell’ala armata del movimento palestinese: il profilo del dirigente considerato da Israele uno dei "comandanti invisibili" di Hamas e della guerra sotterranea nella Striscia di Gaza
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Dalla rete dei tunnel di Gaza fino ai vertici delle Brigate al-Qassam, la figura di Mohammed Odeh emerge come uno dei profili più opachi e strategici della nuova generazione militare di Hamas. La notizia della sua uccisione, annunciata dai media israeliani e attribuita a un raid dell’Idf su Gaza City, arriva dopo oltre due anni e mezzo di guerra. Hamas, almeno finora, non ha confermato ufficialmente la morte del comandante.Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno rilasciato una dichiarazione congiunta confermando l'operazione militare e identificando Odeh come il leader dell'ala militare di Hamas. L’uomo dell’intelligence diventato comandante delle Brigate al-QassamOdeh era considerato uno degli ultimi dirigenti storici ancora operativi all’interno dell’ala militare di Hamas. Per anni avrebbe guidato il settore intelligence delle Brigate, occupandosi della sicurezza interna, delle comunicazioni clandestine e del coordinamento tra le cellule armate della Striscia.Israele sostiene che Odeh fosse diventato capo militare di Hamas solo di recente, dopo l’eliminazione del precedente comandante Izz al-Din al-Haddad. La successione rapida racconta la pressione continua esercitata dall’esercito israeliano sulla leadership del movimento, costretta a sostituire in tempi strettissimi i propri vertici operativi. Fonti vicine ad Hamas non hanno confermato la nomina di Odeh a nuovo capo militare, ma hanno concordato sul fatto che fosse considerato il possibile successore di Haddad, in quanto capo dell'intelligence e forse l'ultimo membro ancora in vita del consiglio direttivo superiore dell'ala armata.Nato probabilmente nella Striscia di Gaza negli anni Settanta, Odeh avrebbe aderito a Hamas durante la Prima Intifada. All'inizio della sua carriera, Odeh ha lavorato all'interno dell'apparato di sicurezza interna di Hamas, in particolare in unità incaricate di identificare i presunti informatori israeliani operanti a Gaza. Nel corso della Seconda Intifada, entrò stabilmente nelle al-Qassam. Col tempo si guadagnò la reputazione di comandante riservato, quasi invisibile sul piano pubblico, ma molto influente nella gestione della struttura clandestina sotterranea costruita da Hamas. Il comandante invisibile della guerra sotterraneaA differenza di figure più note come Yahya Sinwar o Mohammed Deif, Odeh aveva mantenuto un profilo estremamente basso. Le sue immagini pubbliche erano rarissime e il suo nome compariva soprattutto nei dossier dell’intelligence israeliana. Proprio questa invisibilità lo avrebbe reso uno degli uomini più difficili da localizzare durante il conflitto.Negli ultimi anni avrebbe avuto un ruolo centrale nello sviluppo della rete di tunnel di Hamas, nella protezione delle comunicazioni interne e nella riorganizzazione operativa delle brigate del nord di Gaza. Alcune fonti israeliane lo indicano inoltre tra i dirigenti coinvolti nella pianificazione logistica degli attacchi del 7 ottobre 2023, anche se molte informazioni restano basate su valutazioni dell’intelligence e non su verifiche indipendenti.La sua ascesa riflette anche la trasformazione di Hamas dopo le pesanti perdite subite negli ultimi due anni. Con l’eliminazione di molti comandanti storici, il movimento ha promosso figure provenienti dall’intelligence e dalla gestione clandestina, considerate più adatte a sopravvivere alla guerra tecnologica e alla pressione israeliana. La strategia israeliana della “decapitazione continua”L’attacco che avrebbe ucciso Odeh si inserisce nella strategia israeliana di eliminazione sistematica dei vertici di Hamas. Negli ultimi mesi Israele ha rivendicato la morte di numerosi comandanti delle Brigate al-Qassam, nel tentativo di impedire al gruppo di ricostruire una leadership stabile dopo il conflitto iniziato nell’ottobre 2023. Secondo alcune fonti, Israele avrebbe tentato di assassinare Odeh in diverse occasioni. In un attacco che prese di mira la sua casa di famiglia a Gaza nel 2025, suo figlio maggiore, Amr, fu ucciso.Secondo il governo israeliano, il raid sarebbe avvenuto in un’area di Gaza City considerata uno dei principali nodi di coordinamento sotterraneo dell’organizzazione. La morte di Odeh, se confermata definitivamente anche da Hamas, rappresenterebbe un colpo significativo perché avrebbe colpito uno dei pochi dirigenti ancora in possesso di una conoscenza completa della struttura militare e delle reti clandestine del movimento.












