Il bando. 27 maggio 2026 alle 00:27
Succede per tutte le feste comandante: la Sardegna si scopre irraggiungibile, quando si esce dal perimetro delle prenotazioni ordinarie per entrare in quello delle maggiori richieste di viaggio. In coincidenza con week-end extra lunghi e possibilità di vacanze.
Sulla carta, la Continuità territoriale è pensata per garantire il diritto alla mobilità a tariffe calmierate anche quando aumenta la domanda. Quindi per permettere ai residenti in Sardegna di organizzare una partenza in qualunque giorno dell’anno, seppure decisa all’ultimo momento, come se si trattasse di uno spostamento in auto o in treno. Invece, puntualmente, manca l’automatismo per cui le compagnie aeree assolvano all’obbligo di attivare voli aggiuntivi, non appena si intravede la possibilità di un esaurimento dei posti disponibili.
Eppure il bando, anche quello entrato in vigore lo scorso 29 giugno per il triennio 2026-2029, impone ai vettori di correggere la programmazione dei collegamenti non appena il tasso di riempimento dei voli base, cioè le frequenze che fanno parte del pacchetto minimo di tratte da garantire, raggiunge l’80 per cento. Peraltro: proprio per evitare il solito copione delle giornate in cui l’acquisto dei biglietti è impossibile, la soglia della capienza è stata ridotta di undici punti, visto che il tetto precedente era del 91 per cento. Ma nemmeno questo ritocco ha portato i frutti sperati.







