Il debutto di Jannik Sinner al Roland Garros 2026 è stato molto più di una semplice prima uscita: una dichiarazione di forza.

Nella suggestiva sessione serale del Court Philippe-Chatrier, il numero uno del mondo ha travolto la wild card francese Clément Tabur con un netto 6-1, 6-3, 6-4, imponendo da subito ritmo e precisione e spegnendo ogni velleità dell’idolo di casa.

Il ritorno dell’azzurro su questo campo, intriso dei ricordi agrodolci della memorabile finale persa dodici mesi fa con Carlos Alcaraz, non ha lasciato traccia di tensione. Anzi, il campione altoatesino ha ribadito l’aura di superiorità che lo accompagna in una stagione strepitosa: successo in tre set e soltanto 26 game complessivi, striscia di vittorie consecutive allungata a 30 e imbattibilità assoluta sulla terra battuta portata a 18-0, dopo i trionfi nei Masters 1000 di Monte-Carlo, Madrid e Roma.

Per Tabur, 26 anni, numero 171 del ranking, l’incubo evocato alla vigilia si è materializzato punto dopo punto. Entrato in tabellone in extremis grazie al forfait di Lorenzo Musetti, il francese aveva confessato senza giri di parole: "Sinner era l’unico che non volevo incontrare. Quando lo guardo giocare, mi sento male; mi sembra che per lui sia troppo facile".