Alle 8:08 del mattino, quando la giornata stava appena prendendo il ritmo ordinario delle scuole e dei pendolari, il silenzio della campagna di Buggenhout è stato infranto dall'impatto tra un treno e uno scuolabus. Del minivan travolto è rimasto soltanto il telaio bianco piegato su un fianco, riverso accanto alla ferrovia. A bordo viaggiavano nove persone dirette al vicino Richtpunt Campus, istituto specializzato nell'educazione di studenti con disturbi comportamentali, emotivi e dello spettro autistico. Quattro di loro sono morte: due ragazzi di 12 e 15 anni, l'autista del mezzo, 49 anni, e l'accompagnatrice di 27. Gli altri giovani, tutti coetanei delle piccole vittime, sono rimasti feriti - due in modo grave - e trasferiti in diversi ospedali del Belgio.

Un bilancio "terribile", ha affermato il sindaco della cittadina fiamminga, Geert Hermans, presentandosi poche ore dopo davanti ai giornalisti con la voce incrinata dall'emozione. "Siamo sotto shock", ha ripetuto più volte, spiegando di aver scelto di attendere che tutte le famiglie fossero informate prima di intervenire pubblicamente.

Sotto le tende rosse montate dai soccorritori, nel caldo anomalo di questi giorni di maggio, il Belgio ha vissuto una delle sue giornate più dolorose degli ultimi anni. Dietro le transenne, i residenti del piccolo comune delle Fiandre orientali - quindicimila abitanti tra Bruxelles e Bruges - hanno osservato in silenzio il movimento incessante dei soccorsi: ambulanze, mezzi dei vigili del fuoco, pattuglie della polizia, elicotteri sospesi sopra la linea ferroviaria. A pochi chilometri di distanza, nel Richtpunt Campus, insegnanti, genitori e psicologi si sono ritrovati per darsi reciproco sostegno.