All'indomani dell’enciclica di Leone XIV e nel pieno dei preparativi di una quotazione miliardaria a Wall Street, il ceo di OpenAi afferma di aver sopravvalutato l’effetto immediato dell’intelligenza artificiale sull’occupazione: "Intuizioni sbagliate"

L’apocalisse del lavoro può attendere. Sam Altman cambia tono sull’intelligenza artificiale e sull’occupazione. Intervenendo in collegamento video a una conferenza della Commonwealth Bank of Australia a Sydney, il ceo di OpenAI ha detto di non credere più a uno scenario di “jobs apocalypse”, una distruzione di massa dei posti di lavoro provocata dall’AI. Al contrario, ha ammesso di aver sopravvalutato la velocità con cui l’intelligenza artificiale avrebbe sostituito i lavoratori impiegatizi, soprattutto tra i colletti bianchi alle prime esperienze.